lunedì 25 maggio 2009

Australia floods

Australia dichiara stato calamità naturale per inondazioni

venerdì 22 maggio 2009 08:35
Photo
CANBERRA (Reuters) - Le autorità australiane hanno dichiarato lo stato di calamità naturale oggi, e migliaia di persone sono state evacuate dopo giorni di piogge torrenziali e inondazioni, che hanno provocato la morte di un uomo e allagato gran parte della costa orientale del Paese.

Circa 5.000 residenti di Lismore, nella parte settentrionale dello stato del Nuovo Galles del Sud, sono stati evacuati dalle loro case.

"La dichiarazione fornirà assistenza per coprire difficoltà personali e per finanziare chi ha subito danni alle proprie case", ha detto il premier Nathan Rees.

L'inondazione fa seguito a giorni di pioggia e venti ciclonici che hanno colpito il Queensland meridionale e il Nuovo Galles del Sud provocando la morte di un uomo e lasciando centinaia di persone intrappolate per l'interruzione dei collegamenti stradali, obbligando le autorità ad intervenire con gli elicotteri per recuperare la gente.







Fonte

2000 km e più.

Ho visto cose che voi Italiani non potete neanche immaginare, ho visto burro giallo spalmato su pane di plastica mangiato a colazione insieme al bacon ed ai fagioli, ho visto pasta gomma e pizza agrodolce con salsa barbeque. Ho visto beveroni di mezzo litro di caffè con latte bevuto insieme a una bistecca di bufalo alle 4 del pomeriggio. Ho visto in sogno i cannelloni di mia mamma, le lasagne e la pasta al forno, ho visto le lenticchie stufate con le salsiccie piccanti condite con un po' di pomodoro,ho aperto gli occhi e tutti questi gusti e queste immagini sono andate perse, come lacrime nella pioggia.
Pioggia che durante il nostro viaggio ci ha colto di sorpresa: ti giri un'attimo per prendere l'acqua nel sedile posteriore del falcon, ti rigiri e vedi secchiate d'acqua sul parabrezza, treni di camion giganti sfrecciare nell'ignoto alzando onde simili a tsunami che in un'autostrada a due corsie non illuminata quale la Princes Highway che porta a Newcastle nel nord del New South Wales sono piuttosto pericolose, specie nei punti dove l'acqua copre metà ruota.
Dopo il nostro primo accampamento dalle parti delle Blue Mountains siamo tornati a Sydney nella città e civiltà per cambiare l'intestazione della macchina e metterla a nostro nome: il Millenium Falcon aveva superato il test. Il pilota no.
Il viaggio da Sydney a NewCastle è stato piuttosto tranquillo senza particolari colpi di scena, pero' non si riusciva proprio a trovare un'area dove poter dormire sul Falcon montando il letto dul retro. Siamo andati in un Motel, si' uno di quei motel che si vedono nei film, o nelle serie televisive come "My name is Earl". Lì abbiamo fatto una delle doccie migliori della nostra vita...
Usciti dal motel è iniziata la pioggia, e non ha più smesso. Sto adesso guardando in televisione un tg che racconta i tragici danni di quella pioggia. Siamo saliti in macchina e ci siamo rimmessi sulla hwy verso Bowen. E' stato in quel preciso momento che il cataclisma è iniziato, avevamo già capito chiaramente che non ne saremmo usciti indenni. I nostri sogni di vedere la Gold Coast, Surfer Paradise eranostati spezzati dal clima avverso e noi non potevamo fare altro che andare avanti. "Non può piovere per sempre". Passiamo oltre la Gold Coast, Billabong, Surfer Paradise, Brisbane, e la notte stava calando. Come ho già scritto in precedenza qui la notte arriva alle 6pm. e la situazione stava degenerando, non si vedeva niente e si pattinava sull'acqua. I rami degli Eucalypti cadevano per strada, i campi erano allagati. Tuttavia gli auto-treni giganti sembrano non farci caso e procedevano come se niente fosse, fieri e maestosi. Una volta ho letto nel libro "A volte ritornano" di Stephen King una storiella su camion giganti che prendono vita e ammazzano gli autisti ed i passeggeri delle piccole automobili. Immaginavo già orde di camion giganti passare sopra i nostri cadaveri schiacciandoci le ossa e facendoci schizzare gli occhi dalle orbite, ci siamo quindi fermati a fare benzina. 60 litri di benzina costano circa 30 euro e il Falcon li consuma in 450-500 Km. Ripartiti dopo essere entrati in un fiume di acqua ed esserne usciti il tempo è sembrato migliorare. Non piovevà più ome prima, ma degli alberi erano caduti sulla strada impedendo il passaggio. Davanti a noi c'era un camion di quelli giganti che trasportava casse di pollo vivo. Eravamo nei pressi di Brisbane.L'assistenza stradale ha rimosso gli alberi in poco tempo permettendoci di rimetterci in marcia: il nostro obbiettivo ora era una cazzo di area di ristoro dove poter montare il letto e dormire. Sulle Highway australiane ogni 10km circa ci sono dei cartelli piuttosto inquietanti: "Survive this drive" e "Rest Revive Survive". La prima area ristoro dopo Brisbane era a Gympie 167 km. 2 ore di viaggio. onesto....
Alle 11pm abbiamo montato il letto in un'attimo e ci siamo abbandonati alle braccia di morfeo russando di gusto.
Ci siamo svegliati arrostiti dal forno che era diventato il falcon sul quale batteva un sole piuttosto aggressivo. Si dorme bene sul Falcon ma alle volte ci sono degli sbalzi di temperatura davvero disumani. Si passa dai 8-9° delle 4-5am ai 30° delle 10am, quindi non sai mai se dormire con la giacchetta, la copertina o in mutande...
Ci siamo preparati il caffè con la moka, e dopo una sana strimpellata di chitarra, un paio di signori anzianiu8 non smettevano di racontarci quanto gli autotreni fossero pericolosi di notte. Sarebbe stato bello saperlo prima!
Arrivati a Rockhempton ci siamo accorti che il Falcon faceva i capricci... Il servosterzo non funzionava più e per girare il volante serviva tutta la forza che io non avevo, non potevamo andare avanti quindi ci siamo fermati.

TO BE CONTINUED

domenica 24 maggio 2009

Arrivati a Bowen!

Contro ogni pronostico e contro ogni profezia di Nostradamus siamo arrivati VIVI a Bowen, nel nord del Queensland. Il Millenium Falcon ora conta 3031 Km in più da quando l'abbiamo presa, abbiamo quindi fatto 3030 e anche 3031...


...Lo so dopo di questa ho rovinato la giornata a tutti, ma ne ho anche di peggiori perciò...

Stay Tuned!
nel prossimo post : Azione, Commedia, Horror, Drammi & much more.

mercoledì 20 maggio 2009

domenica 17 maggio 2009

Nuove Foto!

aggiungo a breve il link all'album "Sydney 2nda parte" nella colonna sinistra!

Schiacciate il pulsante "segui" in alto nella colonna di sinistra dello schermo per sostenerci e permetterci di mettere più foto e video!

giovedì 14 maggio 2009

Into the wild?

Ultimi preparativi prima di partire in direzione delle Blue Mountains per il primo vero test del millenium (cata)Falcon...

Lista dei viveri e altre cose da prendere:

Acqua 6 bottiglie
Pasta Finchè basta
Riso 2Kg (1 sacco)
Olio altre 2 bottle
Spam NO PLEASE, NO!
Mista peperoncino-aglio 1 tubo
Tonno Finchè Tonna
Sugo preparato al pinkHouse 2 bottle di tomato sauce
Patate quanto potata
Sale fino/grosso QB of course
Tanica d'acqua 20 L
Ghiaccio ???
Moka ...se la troviamo
Tools per Illuminare ???
Scud 4
Bengala 2
Kit Antiaereo 1
Set di svedesi 1



Sarà troppa roba? sarà troppo poca? ci siam dimenticati qualcosa di vitale?
Son ben accetti consigli!







Lovely spaaaaaaaaaaam!

mercoledì 13 maggio 2009

P _ _ _ A

Camminando in questi giorni ci trovavamo spesso in situazioni tragicomicodrammatiche nelle queli non capivamo dove eravamo, non capivamo quello che dicevano gli altri e li odiavamo, e la causa era solo una: FAME.
Abbiamo provato a mangiare qualcosa: un hamburger, una fetta di "pizza" ma tutta<____>via la fame non si placava e contemporaneamente il nostro istinto primordiale di sopravvivenza prendeva il sopravvento riducendoci a delle semibestie.
nei pochi momenti di lucità a noi rimasti che andavano dalla colazione (cappuccio e biscotto, ottima!) ed il pranzo, è stata pronunciata per la prima volta La parola. La parola(o The Word) è vietata nella maggioranza dei posti qua a Sydney, sopratutto dentro fast-food, ristoranti e catering vari. La parola è una sola.
Le regole de La parola sono 2:

1. Non si pronuncia la parola.
2. NON SI PRONUNCIA LA PAROLA!

Affascinati dalle opportunità offerte da La parola ci siamo subito attrezzati per concretizzarla ed è stato in quel momento che siamo finalmente riusciti ad aprire gli occhi...

martedì 12 maggio 2009

Esco a fare due passi..


Va bene tutto, ma questa settimana abbiamo forse esagerato. Camminando circa 6-7 ore al giorno ci siamo ritrovati con dei ferri da stiro al posto dei piedi, ci siamo presi perciò un giorno di riposo. Il nostro progetto era di fare colazione, andare al Royal Botanical Garden, prendere il sole un'oretta, tornare in ostello fare un po' di pasta al sugo, e dormire.
Non solo non è andata cosi' ma abbiamo anche camminato più del solito. Siamo usciti a mezzogiorno dall'ostello e siamo andati a fare colazione da un bar italiano che si trova ad Hyde park, vicino agli scacchi giganti, dopodichè siamo andati al Royal Botanical Garden. Siccome il cielo era coperto non abbiamo trovato nessun punto appropriato sul quale sdraiarsi e lassare perciò abbiamo proseguito.
Arrivati nelle vicinanze harbour bridge: sentivamo che pur essendo da 10 giorni a Sydney ci mancava da fare qualcosa:sapevamo benissimo cosa. Restammo cosi' tutti e trè in un silenzio imbarazzante per aulcuni minuti poichè data la pigrizia(e dato che era già da un po' che camminavamo), nessuno aveva il coraggio di dirlo:
"Perchè non andiamo sull'Harbour Bridge e ce lo stiriamo tutto con i nostri ferri da stiro?".
A spezzare l'incantesimo e ad essere maledetto è stato Andrès.
L'Harbour Bridge è uno di quei ponti megagiganterrimi che solitamente se sei in Italia vedi solo in trasmissioni come "Megastrutture" su Sky e noi c'eravamo sopra. Da lì si vede tutta la città e anche una marea di figa, sopratutto se decidi di salire sui piloni, oppure se hai voglia di fare "l'harbour bridge climbing", cioè di arrampicarti imbragato sull'arco di ferro (suppongo). Qua c'è il video della nostra passeggiata
(e se non c'è lo devo ancora uploadare).
Arrivati dall'altra parte ci siamo concessi 10 minuti di tregua prima di tornare indietro. il ponte è lungo circa 1,2 Km ma se ci aggiungi la strada che devi fare per arrivarci... lasciamo stare và! I nostri piedi piangevano e la camminata ci aveva conciliato la fame, quindi abbiamo concordato con le nostre gambe di andare fino al mercato del pesce: dall'altra parte dell'altra parte della città, una bolta arrivati lì le nostre gambe avrebbero potuto cedere...e così è stato. Arrivati a destinazione(dopo esserci chiaramente persi ed aver ultreriormente allungato la già lunga strada), il mercato era chiuso,siamo così tornati indietro verso Kings Cross che in quel momento ci sembrava distantissima e avevamo ragione!Intanto avevamo tempo da perdere poichè,come avrete forse intuito, il nostro progetto iniziale era andato a puttane sin dall'inizio. Alle 7 e mezza di sera, dopo 7 ore di camminare,ci quindi siamo concessi un lungo sonno.
A breve saranno up le foto spettacolari del ponte del panorama e i video.

lunedì 11 maggio 2009

Ed ecco il Millenium Falcon!


Et voilà! Abbiamo comprato una ford (millenium) falcon del '94 a 3000$ tutta in bolla attrezzata di tende, frigo, pentole, mangianastri, saccoapeli, piatti, scodelle e pulsante per l'isperspazio con climatizzatore!
In più incluso nel prezzo una revisone fatta da Murray (o marvey o boh) il gestore dell'autosalone, la garanzia sulla meccanica che include tutto, il "rego" che è una specie di immatricolazione, e se vogliamo con 70$ si mettiamo anche l'assistenza 24/7 on the road; o on the space.Vedendo i prezzi qua e là è stato un'affare, comunque, io da quel murray avrei comprato qualsiasi cosa.

Murray si trova vicino alla stazione arncliffe 8 fermate di treno da Kings Cross, il concessionario si chiama Traveller's mate e consiglio a chiunque voglia comprare un'auto per viaggiare in Australia di rivolgersi da lui(link al sito)

domenica 10 maggio 2009

Auguri Darwin!

Da Sydney
Ieri per puro piacere masochistico abbiamo avuto la malsana idea di fare una "passeggiata" e raggiungere a piedi il quartiere dove c'è l'italian forum che google maps dava a 8 km di distanza circa.
Per rendere la cosa più divertente e masochistica al posto di mettere le scarpe da passeggio sia io che Marco abbiamo messo su le Oxes.
Ci siamo incamminati quindi verso il darling Harbour, abbiamo attraversato il ponte
ma non potevamo non fermarci all'invitante museo marittimo, sopratutto perchè l'entrata era gratuita. Abbiamo dato un'occhiata veloce ai reperti sia moderni che "antichi" (antichi qua vuol dire di 200 anni fa) ma la cosa che ci interessava realmente era la mostra sui reperti dei viaggi di Darwin e del Beagle la famosa nave sulla quale il naturalista si era imbarcato e sulla quale aveva elaborato le idee che più tardi scrisse nel libro "Origin of species" ovvero L'origine delle specie. I reperti in mostra ne vengono direttamente dal British Museum, e mostravano attraverso tappe la personalità di chi prese parte alle spedizioni del Beagle con speciale riguardo al secondo viaggio quello dove il ventenne (o giù di li') Charles Darwin era imbarcato. Usciti dalla museo siamo andati un po' a caso fino a chè non siamo arrivati al mercato del pesce. E' stupendo! All'interno del mercato stesso ci sono delle specie di rosticcierie o fast food (quel genere di friggitorie che ci sono in sottoripa a Genova diciamo) che cuociono sul ogni genere di lecornia basata sul pesce e i prezzi sono invitantissimi.Noi siccome avevamo già mangiato (eravamo già mangiati direi) siamo andati oltre, anche questa volta completamente a caso fino ad arrivare ad un parco dove c'erano almeno 4 campi da rugby, calcio, e cricket. Abbiamo chiesto indicazioni ad un vecchio signore Sloveno che ci ha indirizzati verso parramattah road per poi arrivare a Northern street. noi dopo un'oretta di cammino siamo arrivati all'enesimo e fantastico parco che poi abbiamo scoperto essere quello universitario. A quel punto era calata già la sera e i nostri piedi piangevano dentro gli stivaletti, perciò abbiamo deciso di tornare indietro e perdendoci per un paio di volte ad allungando di un'oretta buona la strada siamo finalmente arrivati a "casa".Di sera, dopo aver arato Marco a scacchi, siamo stati nel cortile del PinkHouse in compagnia di Miranda(la padrona del pink House), del ragazzo francese, di un'altro ragazzo Argentitaloinglesafricano, e due simpatici tedeschi... Miranda ha dato spettacolo, avrei voluto riprenderla con una telecamera. Più avanti racconterò tutto... Vi dico solo che ad un certo punto Miranda ha abbracciato un'albero per più di 5 minuti...
Tutti parlavano un'inmglese comprensibile ed è stata una serata davvero piacevole.

far far away, long time ago...


Venerdì sera tornando a "casa" dopo qualche vasca in Kings cross è successo ciò che solo qui, dove si vive down-under, poteva accadere: si è perso un cellulare e, colmo dei colmi, a perderlo non è stato andres ma marco!

Sveglia nel tardo mattino:
marco "oh andre hai per caso visto il cell?"
andres "no ma provo a chiamarti così riusciamo a capire dov'è finito..."

dopo qualche squillo: nulla, del cellulare non c'era traccia: "è andato" pensammo, non una grande tragedia ma una bella menata!
Dopo qualche minuto ecco l'imprevedibile che si materializza: squilla il cellulare di andre e a chiamare era "Marco AU" (!): un simaptico tizio ci comunicava di aver trovato il cellulare in Kings Cross e che avrebbe voluto restituircelo, solo che saremmo dovuti andare noi a prenderlo in un posto nella vicina periferia, ad ovest di Sydney, in una località chiamata Fairfield (il motivetto che ci frullava nella testa era l'intro di una canzone trovata sul web: "far far away...long time ago...far far away...long time ago...").
Programma della giornata cambiato: colazione veloce e via verso la misteriosa Fairfield.
Dopo poco più di una mezzora arriviamo a destinazione e visto che era molto presto per l'appuntamento abbiam deciso di visitare la cittadina.
Come succede spesso qui ci siam subito imbattuti in una parco: Campi da baseball e da rugbi, spazio per famiglie e pic-nic e poi una serie di percorsi che si addentravano nella collinetta tra alberi e laghetti. Tagliato il parco siamo sbucati nella zona residenziale del posto: stradine pulite e tranquille con tutte le casette a due piani con tanto di giardino e steccato alla "Springfield". Dopo aver passeggiato un po' ci siamo avviati verso la stazione per incontrare il ragazzo col cellulare il quale, sorridente, dopo averci salutato e riconsegnato il telefono si è dileguato! avremmo voluto poter scambiare due parole e magari offrirgli una birra ma evidentemente era di fretta...
In ogni caso, inaspettatamente (nenche poi tanto a dire il vero), un'altro segno di civiltà e cortesia dalla "nostra" Sydney.
Al nostro ritorno ci siamo riuniti con riccardo e ci siam fatti due panini giganti con salsicce piccanti. tutto bene tranne per il fatto che le salsicce non erano di maiale e facevano anche un po' schifo! vabbè, quando c'è la fame anche la...

sabato 9 maggio 2009

Si cambia tutto!

Bene ora che ci siamo ambientati a Sydney(non è vero...) Io e Marco dopo aver ascoltato i consigli di un ragazzo francese che da un paio di anni gira l'Australia, abbiamo deciso di comprare una macchina e di partire verso nord a 1800 km da qua in una località che si chiama Bowen.La cosa divertente è che guiderò io...Probabilmente non ci arriveremo mai.

venerdì 8 maggio 2009

New Pics

Ho aggiunto nuove foto nell'albun Sydney! Check it out!oppure cliccate qua
bye!

mercoledì 6 maggio 2009

Ancora commissioni...

Abbiamo dormito di lungo ed una volta svegli siamo tornati in banca con Riccardo per aiutarlo ad aprire il conto visto che non mastica molto bene l'inglese. Aperto il conto abbiamo attivato le sim e ci siamo finalmente concessi una bisteccona, un toccasana, qua la carne è a buon mercato ed è ottima. CI siamo persi per l'ennesima volta in centro mentre cercavamo di andare a quella che potrebbe essere la mutua italiana a fare una tesserina per la copertura medica che qua si chiama “Medicare” della durata di 6 mesi. Al ritorno ci siamo ri-persi e ci siamo ritrovati in un quartiere stile inglese “the rocks” che si trova a sinistra dell'opera house dall'altra parte della baia “Sydney Caves” e ci siamo concessi la vista “notturna” (qua alle 6pm è buio!) dell'harbour bridge dopodichè siamo andtati a farci una pizza da Zia Pina. La pizza era di gomma e ricordava le pizze precotte della buitoni o le Bella napoli, quelle da riscaldare a microonde. Ovviamente sapevamo tutto questo prima di entrare, ma ad attirarci sono state le classiche tovaglie da osteria a scacchi bianchi e rossi, è stato un colpo basso.
Sulla strada del ritorno già che non avevamo camminato abbastanza ci siamo ritrovati ad osservare la cattedrale san qualcosa, ora non ricordo il nome ma è enorme e sembra costruita ieri.

martedì 5 maggio 2009

Un po' di commissioni...

Oggi è quel giorno del mese in cui la data scritta in italiano e quella scritta in inglese coincidono, ciò ci ha aiutato a compilare il form per il taxfile number, e ad aprire finalmente un conto in banca, alla “CommonWealth Bank”.
A questo punto ci siam decisi a prendere delle sim australiane che ci sarebbero tornate utili per comunicare tra noi e per avere un recapito telefonico da lasciare in giro per lavoro, donne, e per fare ovviamente gli scherzi telefonici.
Dopo aver girato completamente a caso per qualche mezz'ora siamo arrivati in un centro vodafone ed un simpatico orientale ci ha fornito per 39$ una sim vodafone con 29$ di cap, che non so cosa voglia dire ma suona figo.
In pratica con i 29$ di cap hai 150$ da spendere nel mese, chiamare qua costa 16 auscent al minuto e chiamare in italia costa 1,50$ al minuto, la solita inculata, ma sembra conveniente... ne abbiamo prese tre e abbiamo speso in tutto 117$ per 3 sim, una atesta, e ce ne siamo andati.
Per la cena avevamo deciso di cucinare un po' di pasta all'ostello, perciò ci siamo recati al “woolworths” che è una specie di ipermerdaio dove trovi più o meno tutti i generi alimentari. Il nostro progetto era cucinare una buona carbonara così abbiamo comprato le 6 uova per 3$ un aglio del bacon, il simil-pane (costosissimo e di gomma) e l'acqua.
L'acqua in australia costa più della birra, il che non è totalmente svantaggioso, ma molto strano.
Arrivati all'ostello ci siamo messi subito ai fornelli e dopo aver lavato alcune cose siamo riusciti a trovare una pentola e una padella non adeguate ma quantomeno utilizzabili. L'acqua ci ha messo circa 12 ore a bollire, dopo aver buttato la pasta abbiamo iniziato a pensare al soffritto. In quel momento eravamo quasi commossi all'idea di mangiare finalmente qualcosa di decente. Eravamo degli illusi. Avevamo dato per scontato che in cucina ci fosse L'olio. Non l'extravergine di oliva di prima scelta, ma almeno una roba viscosa da mettere in padella per rosolare l'aglio e il bacon. L'olio a Sydney è spray e non olia per un cazzo. Oramai in preda ai morsi della fame non potevamo desistere all'idea di mangiare la pasta perciò abbiamo utilizzato lo spray per il soffritto ed il risultato non è stato affatto male. E' stato terribile. Ciò nonostante abbiamo mangiato di gusto, probabilmente quella che abbiamo mangiato è stata la carbonara peggiore nella storia dell'umanità, ma per il nostro palato era comunque una leccornia. Notte!

lunedì 4 maggio 2009

Finally!Bondi beach!


Si cazzo. Volevamo un cazzo di cappuccino. A colazione gli Australiani amano mangiare panini, pizza, toast, uova, pancetta, bistecche di bue particolarmente grosse ma anche il cappuccino gigante corredato di cornetto gigante. Finita la colazione siamo andati nel fast food dove Riccardo avrebbe dovuto iniziare a lavorare. Dopo esserci ovviamente persi, siamo arrivati al Sydney Central Palace All'ingresso ci aspettava Piero che dopo aver accompagnato Riki a lavoro ci ha indicato la via per Lee street posto nel quale ha sede l'ufficio immigrazione. Salutato Piero, ci siamo messi in marcia per andare verso il Town Hall per fare la tessera medicare. L'ufficio che da noi potrebbe essere la mutua funziona bene c'erano 5 sportelli tutti funzionanti e nonostante avessimo preso il numero dello sportello sbagliato ci hanno comunque aiutato dandoci il modulo da compilare e le indicazioni sul da farsi. Usciti da lì l'idea era andare ad aprire il conto in banca ma sulla strada ci siamo imbattuti nell'Australian Museum. Entrarci è stato quasi obbligatorio. Già dall'entrata ci siamo messi a leggere ogni cartello ed ogni indicazione scritta, in realtà bastava chiedere al banco per ottenere un biglietto. Il biglietto costa $12 e permette di girare tutto il museo che è sviluppato su tre piani e ospita varie mostre ed eventi. Il piano terra ospitava la mostra sui mammuth molto ben realizzata con giochi didattici interattivi che permettono di sperimentare personalmente le dimensioni e le principali caratteristiche, fossili e riproduzioni in grandezza reale. A fianco c'era la mostra sugli scheletri di ogni genere animale compreso l'uomo (seduto sulla poltrona che legge il giornale con tanto di cane e canarino in gabbia scheletrici). Al piano superiore c'era la mostra dedicata ai dinosauri, quella dedicata agli animali asutraliani (tutti mortali) e quella dedicata ai minerali dove tra l'altro abbiamo trovato anche un minerale molto familiare: la PYRITE.
Al terzo piano la fantastica mostra dedicata agli insetti e agli ucceli. Stavo dimenticando l'esposizione dedicata al surriscaldamento globale e la sezione dedicata alla ricerca dove si potevano prendere toccare e analizzare fossili, ma sopratutto ragni.
Usciti dal museo, ci sembrava passato un quarto d'ora ma in realtà erano passate circa 5 ore...
Siamo cosi' corsi in stanza per aspettare riki che sarebbe arrivato di li a poco.
Riuniti, siamo andati a Bondi col treno e poi con l'Autobus siamo arrivati fino a Bondi beach. La spiaggia è qualcosa di inimmaginabile per chi non l'ha mai calpestata, la sabbia è finissima, soffice, pulita ed estesissima. Percorrere tutta Bondi beach e andare a pucciare il piede nell'oceano è una cosa che ti cambia la vita. Non è vero, ma aiuta.

domenica 3 maggio 2009

First day!


Siamo tornati in ostello ancora straniti e non riuscendo a dormire, dopo un paio d'ore, alle prime luci dell'alba siamo usciti per esplorare il posto, il nostro obiettivo era andare a visitare l'Opera house. ovviamente siamo andati a finire a da tutt'altra parte...Così, durante il nostro vagare, una delle signore che faceva jogging vedendoci un po' in crisi ci ha sorriso, ci ha chiesto se avessimo avuto bisogno di aiuto e se ci fossimo persi. Avete presente quei contesti da pubblicità Barilla? Tutti felici che si aiutano l'un l'altro? Ecco ci eravamo finiti in mezzo! La cosa ci faceva pensare che ci fossero un paio di spiegazioni: il complotto stile X-Files, oppure che il jet leg ci facesse immaginare cose che non esistono.
Dopo questo simpatico e particolare incontro siamo capitati, andando un po' a caso e seguendo in parte le indicazioni della signora che faceva jogging, all'Hyde park: uno spettacolo: prati perfetti e intonsi senza spazzatura da nessuna parte, una figata! Mentre camminavamo è spuntato un campo da calcio con un prato così bello che abbiamo voluto fotografare, ed è stato in quel momento che abbiamo incontrato Piero, un uomo sulla settantina, con modi eleganti da baronetto inglese, che ci ha fermati dopo aver capito che eravamo italiani. La situazione è iniziata ad essere piuttosto imbarazzante quando, dopo alcuni convenevoli, Piero si è offerto con entusiasmo di accompagnarci a fare un giro nella city, e ancor più imbarazzante quando si è offerto di chiamare alcuni suoi conoscenti per aiutarci a trovare lavoro, ma l'apoteosi si è raggiunta quando ci ha invitato a casa sua, un appartamento superlussominchiasticazzi, al 35° piano del grattacelo adiacente alla Sydney Tower ( il “pomparuolo”).
Si apre l'ascensore, premi 35, sali, incontri uno degli uomini più ricchi d'Australia amico e vicino di casa di Piero appassionato di cavalli ai quali dà i nomi di città Italiane, entri nell'appartamento e davanti a te si estende uno spettacolo indimenticabile fatto di grattaceli tetti strade monumenti cielo immenso e verde tutt'intorno. Davvero una vista incredibile.

Oramai ci eravamo abbandonati all'idea di non essere in realtà sopravvissuti al volo.

Piero nel frattempo telefonava ai suoi amici per trovarci un'occupazione. “Perchè ci aiuta?” Una domanda che per il momento non volevamo porci. Poche ore dopo Riccardo evidentemente il preferito da Piero, parlava già con la padrona di un fast food italiano che cercava un cuoco, e che gli ha offerto subito il lavoro.
Abbiamo portato Piero a vedere la nostra modesta stanza nel nostro decadente ostello, e dopo aver messo i nostri soldi in cassaforte e aver pagato $168 a testa alla, finalmente presente, proprietaria per la nostra permanenza, ce ne siamo andati.
Accompagnato Piero a casa ci siamo diretti verso Darling Harbour, sotto i suoi consigli e le inidicazioni stradali. Orientarsi da quelle parti è facile, basta tenere d'occhio il Pompacitrone, la Sydney Tower. Conosciuta anche come l'asta del porcodione con asta(questa è per pochi).
A Darling Harbour fai il ponte arrivi alla fine e ti giri e capisci che un panorama mozzafiato non è un' esclusiva di madre natura.
La vista è incredibile sotto un sole raggiante e una brezza rinfrescante che veniva dal mare. C'era molto da camminare ma ne valeva la pena perciò ci siamo seduti a sentire del buon Jazz-Blues suonato da una band di Militari corredati di occhiali da sole, sax, trombe, chitarra, batteria e con soldato Jane alla voce. Ora era tutto davvero troppo. Ma direttamente dagli anni '30 spunta Il capo(clicca qui per vedere il video)un anziano e arzillo vecchietto che, chiaramente sotto gli effetti dell'alcool, si è esibito sotto gli occhi divertiti di un centinaio di persone in una danza tutta personale, prontamente immortalata.
Convinti a lasciare il Darling Harbour, visto che eravamo ancora arzilli e freschi come rose, invece di andare a fare un pisolino abbiamo deciso di andare finalmente a vedere l'opera house.
Le possibilità erano due: 1) prendere una comodissima navetta che ci avrebbe portato all'obiettivo in pochi minuti e regalandoci forse uno tra i più belli spettacoli al mondo oppure 2) andare a piedi mettendo in conto un bel pezzo di strada senza contare di poterci perdere (come al solito)
Ovviamente la nostra scelta è stata la seconda...
Ormai mutati in zombie abbiamo affrontato il cammino con tranquillità e senza preoccuparci delle distanze, la sfacchinata ci ha però ripagato con una splendida vista: l'opera house.
E l'harbour bridge.
Ridotti a degli avanzi d'uomo abbiamo iniziato il nostro viaggio verso l'ostello prendendo l'insana decisione di avventurarci nel Royal Botanic garden dove ci siamo ovviamente persi. Come siamo arrivati all'ostello è ancora oggi un mistero del quale sentirete certamente parlare in una trasmissione come “Voyager”:magia? Illusionismo? Paranormale?Oppure ho pisciato nel frigorifero?

venerdì 1 maggio 2009

Arrivati!


Non si sa come e in una gran confusione di idee ci siamo ritrovati a Malpensa con il biglietto per Sydney in mano, Strano no?
Un giorno ti alzi dal letto e decidi che non ne puoi più di vedere che in Italia tutto va a rotoli, che di come vanno le cose nel mondo non sai niente e che forse da un'altra parte si sta meglio...
Quello che viene dopo è una naturale conseguenza e tutto succede con una velocità che aumenta in maniera esponenziale fino a quando non ti trovi imbarcato in un'aereo dell'Ethiad in classe Corall-Economy, oppure ad Abu Dhabi per lo scalo (40°C alle 8 e mezza di sera: un'inferno!).
E quando arrivi finalmente a Sydney non ti sembra vero, Dopo 19 ore di volo e 16000km percorsi niente ti sembra vero.
Recuperi i bagagli mangi qualcosa di commestibile e cerchi di arrivare all'ostello.
Ed eccoci qua: Pink House Backpakers in Barncleuth 6-8 potts points, sydney.

L'ostello è un misto tra la mansion di Resident Evil ed un centro sociale occupato autogestito.
Ad accoglierci una macabra lettera con alcune indicazioni, alcune lenzuola non del tutto pulite e le chiavi della stanza. Siamo entrati nella nostra quadrupla al piano terra attrezzata di: mini-lavabo, specchio facciale, una tv e una fantastica vista che si affaccia...sulle lavatrici!
Un indimenticabile aroma di cadavere ci rinfrescava i polmoni mentre ci avventavamo sulle nostre valige.
Dopo una doccia il mood generale era alle stelle: un po' per quel motivo e un po' perché non riuscivamo a stare in stanza con quella puzza abbiamo deciso di fare un giretto intorno all'ostello. Appena siamo usciti ci siamo accorti di aver preso la miglior decisione possibile. Orde di giovani ragazze vestite con soltanto qualche piccolo pezzo di stoffa che lasciava poco all'immaginazione passavano intorno a noi per raggiungere William Street, un lungo viale pieno zeppo di locali notturni, nights, supermercati aperti, internet points, grattaceli e una miriade di macchinoni: se guardavi la strada avevi l'impressione di essere finito in need for speed underground.
Come cigliegina sulla torta abbiamo deciso così di prendere una birretta in un pub prima di tornare in stanza per riordinare le idee. Abbiamo trovato un un pub carino con vetrate sulla strada, abbiamo preso posto e ci siamo seduti. Ad accentuare la sensazione di trovarci in una situazione irreale mentre guardavamo fuori dalla strada sono passati tre ragazzi nudi che correvano, proprio come nel video “what's my age again” dei blink 182, stessa scena...il pensiero che fosse tutto frutto della nostra immaginazione si faceva strada con maggior intensità.